Una perla da proteggere PDF Stampa E-mail

UNA PERLA DA PROTEGGERE - da IZETA n.14/2003 Supplemento de "Il Sole 24 Ore" - Articolo di Francesco SUBBIONI. "Un pecorino da favola". La scritta campeggia su un depliant pubblicitario, accompagnata da alcuna forme cilindriche di formaggio collocate ai piedi di Farindola, antico centro agricolo abruzzese alle pendici del Gran Sasso d'Italia. E' proprio lui, il pecorino di Farindola, il protagonista di una intensa campagna informativa comparsa da alcuni mesi sulla più qualificata stampa quotidiana e periodica per proporre all'attenzione del consumatore italiano un particolarissimo prodotto del settore ovicaprino. "Si tratta - spiega il sindaco di Farindola, Antonello De Vico, uno dei principali promotori dell'iniziativa - di una delle specialità gastronomiche dell'area vestina, un formaggio crudo ottenuto dal latte di ovini allevati nella zona utilizzando, questa è la grande novità, il caglio ricavato dallo stomaco dei suini. Una particolarità che lo rende assolutamente unico. E l'attenzione verso il pecorino - aggiunge - sta richiamando anche un benefico flusso turistico, per adesso attribuito alla timida valorizzazione che il Comune svolge in occasione della sagra estiva di Farindola". "E' ormai ora - commenta con soddisfazione il commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, Giuseppe Rossi - di cambiare decisamente politica di comunicazione, grazie anche a Slow food che ha incluso il pecorino di Farindola nel suo 'Atlante dei prodotti tipici tradizionali delle aree protette', e nei progetti 'Arca del cesto', oltre che naturalmente nei suoi celebri 'Presidi'". E la dimostrazione di aver raggiunto in poco tempo prestigiosi traguardi è stata il debutto del pecorino di Farindola al "Cheese" di Bra. Un'ottima occasione per il rilancio di un prodotto realizzato grazie al pieno annullamento dell'antico conflitto tra agricoltura e aree protette, dando vita ad una stretta collaborazione tra allevatori ed Ente Parco, secondo il razionale concetto che il territorio sottoposto a protezione non è un museo intoccabile e impenetrabile, bensì nel rispetto di certe regole fondamentali, luogo di vita, di sviluppo e di reddito. "La conferma - precisa Rossi - sta nel fatto che, di fronte all'amara prospettiva di un'attività che si sta avviando lentamente a scomparire, non appena l'abbiamo trasformata in fatto economico, i prezzi del pecorino di Farindola si sono più che raddoppiati, arrivando a 22 euro al chilo. Tanto che per questo prodotto si è aperto un mercato dalle interessanti prospettive".

IL SUPPORTO DELL'ENTE PARCO

Di qui la nascita del Consorzio di tutela che raggruppa ben nove comuni delle aree circostanti Farindola. Esso ha il compito di vigilare sulla regolarità della produzione, garantendo che ogni forma risponda ai requisiti organolettici di peso, dimensioni e stagionatura. In merito al neonato Consorzio hanno subito espresso parere più che favorevole il presidente del Parco, Walter Mazzitti, e il direttore, Dario Febbo. "Visto l'interesse sottoscritto dal Ministero dell'Ambiente, dalla Federazione italiana parchi, da Legambiente e dal Comune di Farindola - hanno detto - l'impegno a sostenere l'iniziativa ha una notevole valenza economica ed occupazionale, oltre che sociale, e fa parte di una serie di interventi che il Parco sta concretizzando sul territorio vestino".

 

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